mid size

L’architettura della città media. Lavoro di ricerca/tesi di dottorato.

Abstract: L’Europa è un territorio prevalentemente composto di città medie. Entro i confini del continente brulicano diffusi rapporti magmatici tra questo tipo di città, che vanno via via collegandosi in reti. La dimensione media rappresenta la forma più condivisa dell’abitare, restando tuttavia poco approfondita dalle discipline interne alla progettazione urbana e all’architettura. La presenza di queste città però, sebbene poco tematizzata, nel futuro delle regioni metropolitane contemporanee è fondamentale. Sfide e questioni dello spazio urbanizzato si sono e sono tuttora principalmente focalizzate sulle città globali, sulle città capitali e sulle vaste aree metropolitane, mentre, su un altro binario, la formula mid-size sembra guadagnare peso e importanza nel panorama urbano del vecchio continente: ha dimostrato un crescente grado di “popolarità”, registrando un aumento di “preferenze” rispetto alla grande città. All’interno di un ambito più esteso che fa riferimento al tema della trasformazione urbana e della sua viva materia edilizia, la presente ricerca si pone l’obiettivo di individuare ed analizzare, attraverso opere e filoni tematici, alcune delle problematiche che riguardano la città media europea, come condizione e strategia urbana. La trattazione delle principali questioni attinenti tale tipo di città, affrontate con l’ausilio di realizzazioni che su di esse hanno lavorato, parte dall’ipotesi che il modello della città media può rappresentare una dimensione urbana, ma anche semplicemente una maniera di stare sul territorio ancora in qualche misura armonica e coerente con lo stesso. La tesi passa attraverso alcuni quesiti: qual è il ruolo dell’architetto e di conseguenza del progetto di architettura nel decodificare e quindi guidare e indirizzare le trasformazioni di queste città? Esiste un margine reale di incidenza della disciplina nella progettazione del cambiamento? Le modalità attraverso le quali il processo di progettazione progredisce possiedono una qualche percentuale di alterità, hanno alcuni caratteri distintivi che le differenziano da quelle che normalmente riscontriamo a scale più ampie, nelle metropoli, o più piccole, nei centri minori? La tesi che in questo testo si avanza è quindi che nell’ambito delle trasformazioni urbane in atto nelle città medie europee (concetto che verrà preventivamente definito e fissato nella prima parte) il ruolo del progetto di architettura (osservato alle sue diverse scale) può e deve farsi carico della “responsabilità” di guidare i cambiamenti ad esiti il più possibili coerenti con le logiche e la struttura delle città in esame, passando attraverso modalità di intervento appropriate perchè in qualche misura scaturenti dalla dimensione media delle città stesse. Per sostanziare questa tesi, nella seconda parte il testo si sofferma su alcune “buone pratiche”, un ristretto numero di progetti selezionati in base alla loro capacità di agire entro certi temi individuati come centrali in relazione a queste città. Si ritiene più in generale fondamentale, come da più parti ormai sostenuto nella cultura architettonica contemporanea, incentrare gli sforzi di ricerca sulle pratiche di modificazione e di corretta ridefinizione del patrimonio urbano esistente, inteso come principale risorsa “alla nostra portata” in strategie di limitazione di ulteriore occupazione del territorio, anche e soprattutto di quello europeo, tutt’altro che infinito. La città media dunque, seguendo questi presupposti, verrà indagata non solo come modello urbano dagli orizzonti potenziali che devono essere investiti da un approfondimento critico da parte della disciplina, ma anche come campo privilegiato nei limiti del quale osservare il lavoro di architetti che assumono il dato urbano come fondamentale parte dialogante nella costruzione del progetto.