nuova biblioteca lorenteggio

Concorso internazionale di progettazione Nuova Biblioteca Lorenteggio, con Antonio Guerrieri.

L’obiettivo principale del progetto è quello di coniugare alla qualità architettonica un modello innovativo di tipologia di biblioteca. Vediamo la nuova biblioteca Lorenteggio come un’occasione di integrazione non solo tra diverse culture e discipline, ma anche tra le stanze dell’edificio e le stanze della città. L’edificio si propone come una presenza distinta e riconoscibile, semplice, un fatto urbano facilmente identificabile, nonostante si inserisca nel contesto di riferimento con una controllata discrezione. L’aggregazione degli spazi è stata condotta in modo che il dato distributivo vero e prorio fosse ridotto a una minima parte della superficie totale, quando non annullato del tutto. In questo concetto risiede parte dell’innovazione tipologica proposta: non ci sono corridoi, rampe, scalini o dislivelli tra gli ambienti: essi condividono i loro lati con altri ambienti che possono essere simili (sicuramente nella geometria), ma possono variare nell’uso, nella proporzione, nella natura tettonica, nella luce o nell’esposizione. É un montaggio logico-razionale ma estremamente aperto negli usi e flessibile, rigoroso ma vivace. L’edifico perciò si dispone su un’unico livello, con un’altezza massima costante di 5,5 m. Il sistema strutturale portante segue una logica lineare e una puntuale. Laddove l’edificio necessita di una maggiore libertà e modificabilità degli spazi e degli usi, si è pensato ad una struttura intelaiata in acciaio, con elementi scatolari a sezione quadrata di lato 20cm. Essi si dispongono con diversi interassi lungo i lati dei quadrati/rettangoli. Nelle parti dove invece le destinazioni d’uso sono a carattere permanente la struttura portante diventa a setti in calcestruzzo. La tessitura delle travi reticolari completa l’assetto strutturale; esse sono anticipate da una controsoffittatura in pannelli di lamiera microforata: all’interno di questo spessore tecnico trovano alloggio tutti gli impianti e le serrande. Questa soluzione tecnologica costituisce la seconda innovazione principale del progetto: l’edificio media il suo rapporto con la città e contemporaneamente i rapporti tra i suoi ambienti attraverso l’uso, estremamente adattabile, di elementi avvolgibili in senso verticale che chiameremo appunto serrande. Esse sono disposte lungo tutti i lati esterni, in questo modo la relazione con la città e col parco può essere regolabile, da una condizione di totale chiusura ad una di totale apertura, passando per numerose varianti intermedie. Questa natura cangiante dell’edificio è riproposta anche negli spazi interni, in cui lo stesso dispositivo serranda si dispone lungo i lati dei diversi ambienti. Intendiamo così legare indissolubilmente programma funzionale, scelte tecnologiche e qualità architettonica del costruito. La struttura portante e il sistema di chiusure sono strettamente integrati: i pilastri in acciaio sono sagomati in maniera da contenere nella loro sezione due alloggi per lato, per lo scorrimento delle serrande stesse.In questo modo esse si abbassano in coppia, isolando gli ambienti visivamente e acusticamente.